Negli ultimi 10.000 anni si sono verificate ripetutamente numerose eruzioni vulcaniche minori, sia effusive sia esplosive, che hanno formato diversi centri vulcanici. Si ritiene che molte di queste eruzioni e dei collassi laterali siano collegati al rigonfiamento della camera magmatica («caldera resurgence»).
Di seguito vengono presentati alcuni esempi di centri eruttivi:
- Lave di Selva de Napolitano, Cannavale e Monte Trippodi (~10.000 anni), oltre alla colata lavica dello Zaro (~6.000 anni). La penisola dello Zaro si trova all’estremo nord-ovest dell’isola ed è costituita da diversi duomi lavici e colate. Le lave sono grigio chiare con grandi cristalli di feldspato. I duomi produssero lave molto viscose e poco mobili, che scorsero ripetutamente lungo i pendii già esistenti.
- Lave di Castiglione e Bagnetiello (~3.800-3.160 anni). Si tratta di un duomo vulcanico nel nord dell’isola, tra Casamicciola Terme e Ischia Porto. Furono deposte lave grigio-scure e porose.
- Lave e scorie di Ischia Porto (~2.500-2.000 anni). Intorno al 500 a.C. lo storico Strabone registrò un’eruzione che formò l’attuale cratere del porto di Ischia Porto.
- Scorie e lave di Vatoliere. Oltre al Vatoliere, appartengono alla linea eruttiva del Vatoliere anche i crateri Molara, Cava Nocelle e Casa Balestrieri, prodotti da attività vulcanica esplosiva. Hanno larghezze tra 350 e 200 m e profondità tra 50 e 20 m. Produssero lapilli e bombe scoriacee da nere a rossastre, che ricoprirono la morfologia preesistente. Le eruzioni avvennero all’incirca tra 600 e 300 a.C. statt.
- Lave e scorie di Montagnone–Maschiata e Rotaro. Le lave del complesso vulcanico del Montagnone rappresentano i suoi componenti più antichi. Sono il residuo di un duomo lavico ancora ben riconoscibile nel nord-est dell’isola, vicino a Ischia Porto.
- L’ Il Rotaro è anch’esso un complesso vulcanico formatosi in più fasi. Lungo una linea di faglia si svilupparono centri eruttivi in diversi punti di emissione. L’eruzione più antica è quella del cono del Bosco della Maddalena (alto 200 m e con un diametro di 800 m), con il cratere Fondo d’Oglio, comunemente indicato come cratere del Rotaro. Nel settore settentrionale un’eruzione formò il duomo lavico del Monte Rotaro, alto 175 m e con diametro di 500-600 m. Prima di queste eruzioni, tuttavia, il Rotaro aveva già prodotto una colata lavica che raggiunse il mare a Punta della Scrofa, tra Ischia Porto e Casamicciola Terme.
- Colata lavica dell’Arso (1302 d.C.). Il centro eruttivo della colata dell’Arso si trova nella località di Fiaiano. L’eruzione iniziò con una fase esplosiva che produsse scorie nere. Successivamente una colata lavica si diresse verso il mare, raggiungendo una lunghezza di 2,7 km e una larghezza compresa tra 200 m e 1 km. Lo spessore varia da 30-40 m nella parte interna a 4-5 m nei settori esterni.
Fig. 1: carta generale dell’isola d’Ischia con le singole fasi di attività (da: Sbrana et al. 2018)
