Immagine Ischia

Nelle aree vulcaniche i gas vulcanici raggiungono molto spesso la superficie. Tra questi, oltre alle mofete oppure solfatare vi sono anche le fumarolefumarole. Sull’isola d’Ischia, nel Golfo di Napoli, l’attività fumarolica è osservabile in diversi punti. In alcuni luoghi viene addirittura sfruttata per produrre energia o per applicazioni termali.

Definizione di fumarole

Le fumarole, come le mofete, fanno parte delle manifestazioni gassose vulcanicheche risalgono fino alla superficie nelle aree vulcaniche. Tali esalazioni si osservano durante le fasi attive dei vulcani, ma possono persistere anche per migliaia di anni dopo la cessazione dell’attività eruttiva.

I gas vulcanici sono costituiti per circa il 50% da vapore acqueoSono inoltre presenti soprattutto anidride carbonica (CO₂) e biossido di zolfo (SO₂). In quantità minori sono presenti anche H₂S, CO, HCl, HF, H₂ e N₂. La composizione precisa varia da luogo a luogo, poiché dipende da diversi fattori. A seconda della temperatura dei gas in risalita, questi possono per esempio incorporare acqua di falda vaporizzata Inoltre reagiscono chimicamente con la roccia incassante, producendo alterazioni (JACOBSHAGEN et al. 2000).

Formazione delle fumarole

Le fumarole si formano in aree vulcaniche dove nel sottosuolo è presente una sorgente di calore, cioè una camera magmatica. I gas caldi sono costituiti in gran parte da vapore acqueo e risalgono generalmente lungo faglie e fratture. Il vapore proviene soprattutto da sistemi idrotermali (per esempio da acque superficiali infiltrate) oppure dalla stessa camera magmatica. Quest’ultimo caso è tuttavia meno frequente, poiché la solubilità dell’acqua in un fuso diminuisce molto più lentamente rispetto a quella della CO₂ e dei composti dello zolfo.

Ciò significa che, quando avvengono cambiamenti nella camera magmatica,

  • aumenta dapprima il degassamento di CO₂,
  • poi quello dei composti dello zolfo e
  • soltanto successivamente quello della fase acquosa.

Le fumarole possono raggiungere temperature di 1.000 °C. Nelle fumarole ad alta temperatura (400-1.000 °C), per effetto delle reazioni chimiche con l’aria e la roccia circostante, si osserva spesso la deposizione di sublimaticome cloruri metallici, fluoruri e altri sali, oltre a ossidi, solfuri, solfati e carbonati. Ma anche nelle fumarole a temperatura più bassa sono riconoscibili alterazioni erkennen.

Le fumarole come indicatori dell’attività vulcanica

L’attività fumarolica viene utilizzata anche come indicatore dell’attività vulcanica di un’area.

Variazioni marcate della temperatura, della composizione o dell’intensità delle emissioni gassose possono fornire indizi di un’eruzione imminente. Non è però possibile basarsi soltanto sulle fumarole, perché piccole variazioni sono del tutto normali.

Per la Previsione delle eruzioni vulcaniche previsione delle eruzioni devono quindi essere considerati molti altri fattori, come terremoti sismici, deformazioni e rigonfiamenti della superficie e altri parametri (si veda il capitolo sulle previsioni).

Inoltre, anche l’assenza di fumarole non dimostra che un vulcano sia estinto.

Presenza di fumarole a Ischia

Sull’isola d’Ischia, nel Golfo di Napoli, esistono complessivamente circa 70 fumarole o campi fumarolici.

Queste esalazioni gassose sono costituite per oltre il 90% da H₂O e si trovano soprattutto lungo zone di faglia sui versanti settentrionale e occidentale dell’Epomeo. Sono però presenti anche a sud, sulla spiaggia dei Maronti, e a est dell’Epomeo. Facilmente raggiungibili sono, per esempio, le fumarole nel cratere del Rotaro presso Casamicciola, nel nord dell’isola.

Il più grande campo fumarolicocampo fumarolico, visibile da lontano, si trova sopra Forio nella zona Bocca-Vagnulo, sul Montecorvo. Qui, così come nel cratere del Rotaro, si è sviluppato un particolare microclima vicino al suolo che permette la sopravvivenza anche della pianta tropicale Cyperus polystachius überleben kann.

Le emissioni gassose vengono costantemente monitorate dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) überwacht e i risultati vengono pubblicati in un bollettino mensile. L’istituto ha sede presso l’Osservatorio Vesuviano ed effettua il monitoraggio anche mediante termocamere mobili. Attualmente vengono controllati nove punti di emissione, tra cui il cratere del vulcano Arso, il vulcano più giovane di Ischia con circa 700 anni, nella località di Fiaiano a est del massiccio dell’Epomeo. Da tempo le temperature delle fumarole sono stabili, tra 40 e 50 °C. Anche negli altri punti monitorati le temperature risultano stabili.

Le fumarole più calde, con circa 100 °C al punto di emissione, si trovano nelle località Pantane sul versante nord dell’Epomeo, Pizzone e «Donna Rachele» (Montecorvo) sul versante occidentale, nonché a sud sulla spiaggia dei Maronti vicino a Sant’Angelo.

Utilizzo delle fumarole a Ischia

Tra il 1939 e il 1954, nell’ambito di un progetto della società energetica SAFEN (oggi ENEL), furono perforati 90 pozzi, 9 dei quali profondi oltre 100 m, nelle aree di Panza, Maronti, Citara e Sant’Angelo. L’obiettivo era sfruttare fumarole e acque termali per la produzione di energia zu nutzen.

Nonostante alcuni risultati interessanti, il successo sperato non arrivò. Le prove con un generatore appositamente costruito mostrarono che temperature e potenza erano troppo basse per un utilizzo industriale significativo. Si aggiunsero problemi tecnici che all’epoca non potevano essere risolti. Il progetto venne quindi abbandonato.

Alcune abitazioni privatesoprattutto nelle aree dove furono realizzate le perforazioni, utilizzano oggi i gas caldi, per esempio per il riscaldamento invernale. Sulla spiaggia di Citara, nella parte occidentale di Ischia, un medico tedesco fondò nel 1959, proprio grazie a queste perforazioni, un parco termale: i Giardini Poseidon TermeFu il primo e oggi è il più grande parco termale dell’isola d’Ischia.

L’Hotel San Lorenzo di Lacco Ameno è stato costruito su un campo fumarolico e utilizza le esalazioni gassose per diversi scopi. Da un lato fa condensare il vapore acqueo su tubazioni, ottenendo così acqua distillatautilizzata per esempio per stirare. Dall’altro propone una particolare applicazione termale con le fumarole, chiamata «Stufa di San Lorenzo». Il paziente si sdraia in un grande cilindro lasciando fuori soltanto la testa; i gas, a circa 50 °C, vengono quindi convogliati all’interno e agiscono sul corpo.

Poiché, secondo quanto indicato dall’hotel, i gas sarebbero anche leggermente radioattivi (purtroppo non sono disponibili i valori di radon), vengono utilizzati soprattutto nel trattamento dell’artrosi cervicale e lombare.

Fonti/bibliografia (selezione)

Chiodini, G. et al. (2004): Fumarolic and diffuse soil degassing west of Mount Epomeo, Ischia, Italy; Journal of Volcanology and Geothermal Research, Vol. 133, Issues 1-4; pp. 291-309

Gasparini, P. (2016): Ischia come sorgente di energia geotermica. Ambiente Rischio Comunicazione 11, pp. 30-33

INGV (2019): Bollettino di Sorveglianza Ischia, settembre 2019

Tedesco, D. (1996): Chemical and isotopic investigations of fumarolic gases from Ischia island (southern Italy): Evidences of magmatic and crustal contribution; Journal of Volcanology and Geothermal Research 74(3):233-242

albergosanlorenzo.com/terme-benessere.html

albergosanlorenzo.com/studio-della-fumarola-san-lorenzo.html

 


Vedi anche

Immagine dell’escursione
Immagine dell’escursione
Immagine dell’escursione